ENIGMA TRA AUTENTICO E COPIA

Storia di un abile falsario

Nel 1945 l’artista Han van Meegeren fu catturato dalla polizia olandese con l’accusa accusa di aver venduto alla Germania nazista un dipinto dell’artista olandese Jan Vermeer (1632-1675).

Si trattava di un crimine punibile con la morte e Van Meegeren affermò che non solo il dipinto in questione, intitolato Cristo e l’adultera, era un falso, ma che aveva anche prodotto altri “Vermeer”.

Per dimostrare la propria abilità nell’imitare il maestro olandese e la propria innocenza, Van Meegeren dipinse agli arresti domiciliari e sotto stretta osservazione un altro “Vermeer”. Fu assolto dalle accuse di collaborazione con il nemico, ma fu condannato per falsificazione.

Per i suoi falsi usava vecchie tele del ‘600, dal sacrificabile valore artistico, da cui raschiava accuratamente il colore, usava pennelli dalle setole di tasso ed evitava l’uso di pennelli prodotti nel XX secolo.

Usava resine fenoliche come la bachelite per irrigidire la cappa pittorica e dopo aver completato un dipinto, lo cuoceva a 100 °C circa per indurirne la vernice e infine lo arrotolava intorno ad un cilindro per aumentare la craquelure.

Molti degli enigmi legati a questa figura furono risolti solo molti anni dopo con il miglioramento delle indagini diagnostiche.

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