ARTE E SCIENZA

La ragazza con l’orecchino di perla e il suo fascino

Occhio, bocca e perla per un fascino ipnotico nel dipinto La ragazza con l’orecchino di perla di Jan Vermeer. Indimenticabile, la donna del quadro è diventata anche la protagonista di un celeberrimo libro di Tracy Chevalier e di un film nel 2003.

Un nuovo studio realizzato dal Museo Mauritshaus a L’Aia, nei Paesi Bassi, e basato sul monitoraggio dei movimenti degli occhi e dell’attività cerebrale di un gruppo di volontari, dimostra che il segreto della composizione sta in un circolo infinito che va dall’occhio, alla bocca, alla perla, per ripartire nuovamente dall’occhio.

«Devi fissarla, che tu lo voglia o no. Devi amarla, che tu lo voglia o no», ha detto Martin de Munnik, della società di ricerca Neurensics che ha condotto lo studio.

Nell’esperimento sono state utilizzate telecamere in grado di tracciare il movimento degli occhi dei volontari, che successivamente sono stati sottoposti a un’analisi non invasiva come l’Imaging con risonanza magnetica (Mri) e l’elettroencefalogramma, che ne hanno tracciato l’attività cerebrale.
Lo studio ha infine dimostrato che le reazioni emotive sperimentate di fronte all’opera originale sono 10 volte più intense rispetto quelle che i volontari provavano osservando una stampa.

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