Il Telaio d’Oro: un casale marchigiano tra tradizione e ospitalità

Ogni progetto di design nasce da una ricerca. Nel lavoro di Alice Corna, classe 4Etdl, la ricerca parte dal territorio marchigiano e dalle sue tradizioni artigianali, per arrivare a una proposta progettuale concreta: la trasformazione di un casale rurale in una struttura ricettiva.

Il percorso, intitolato “Made in Marche”, esplora alcune eccellenze del saper fare locale: la carta di Fabriano, la lavorazione del ferro e del rame, l’intreccio della paglia, il merletto a tombolo, la ceramica, il legno e la produzione di strumenti musicali. Un’indagine che mette in relazione materiali, tecniche, paesaggio e identità culturale, mostrando come l’artigianato possa diventare una fonte di ispirazione per il progetto contemporaneo.

Da questa ricerca nasce “Il Telaio d’Oro”, il progetto finale sviluppato nell’ambito di Tecnologia delle strutture. L’intervento riguarda la riqualificazione integrata di un casale rurale a Filottrano, nelle Marche, attraverso ristrutturazione architettonica, efficientamento energetico e valorizzazione delle caratteristiche tipologiche originarie dell’edificio. L’obiettivo è trasformare il casale in un Bed & Breakfast capace di raccontare il territorio e accogliere gli ospiti in modo autentico.

La tavola di progetto mostra con chiarezza il passaggio dall’idea alla soluzione architettonica: sono presenti le piante del piano terra e del piano primo, i prospetti nord, sud, est e ovest, lo schema dell’area esterna e diversi render degli ambienti interni ed esterni. La struttura viene organizzata per ospitare funzioni comuni, camere, spazi di servizio e aree all’aperto, con una particolare attenzione alla relazione tra edificio, paesaggio e accoglienza.

Il progetto non si limita quindi a ridisegnare gli spazi, ma prova a costruire un’esperienza. Le camere, gli ambienti comuni, la zona colazione, la piscina e gli spazi esterni diventano parte di un racconto coerente, in cui la memoria del casale rurale dialoga con un’idea contemporanea di ospitalità.

Il valore del lavoro sta proprio in questo passaggio: Alice non utilizza la ricerca come semplice introduzione teorica, ma come fondamento del progetto. Le tradizioni artigianali marchigiane diventano un linguaggio da reinterpretare attraverso materiali, atmosfere, scelte distributive e immagini di progetto.

“Il Telaio d’Oro” racconta così un modo maturo di affrontare il design degli spazi: osservare un territorio, comprenderne l’identità e trasformarla in un progetto architettonico capace di unire memoria, funzione e qualità dell’abitare.

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